I SIMBOLI NELL’INTERPRETAZIONE CONSECUTIVA

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Nell’interpretazione consecutiva, ancora oggi considerata la realizzazione più compiuta, completa e complessa del processo di trasposizione di un testo orale o discorso da una lingua di partenza ad una lingua di arrivo, l’interprete restituisce, in un tempo unico o per segmenti discorsuali di durata variabile, un messaggio formulato da altri e ad altri diretto attraverso la presa di appunti.

L’interpretazione consecutiva è in primo luogo un processo mentale e in secondo luogo un’operazione interlinguistica; essa comprende poi la terza componente, la prise de note o annotazione grafica.

La lingua dell’annotazione è un codice di segni che consente di fissare su carta il ricordo, opportunamente organizzato, di quanto viene compreso e rielaborato semanticamente per poter riprodurre un discorso equivalente in lingua d’arrivo.

Sotto il punto di vista dello sviluppo morfologico del codice, il segno può essere visto da tre angolazioni diverse: la prima consiste in un approccio semantico al segno o simbolo, ossia come stabilire un’associazione coerente tra la forma e il contenuto, tra il significato e il significante. La seconda consiste in un approccio analitico al segno, ovvero come stabilire la relazione tra forma e funzione, come differenziare e dare valore alle informazioni principali piuttosto che a quelle secondarie. La terza angolazione è un approccio procedurale al segno per gestire gli aspetti di natura sintattica, ovvero come ordinare il segno sul foglio in modo da preservare e riflettere fedelmente l’intenzione comunicativa del parlante.

Nel passaggio dal livello linguistico a quello grafico l’interprete può formare il proprio codice di segni sulla base di elementi che riflettono le possibili relazioni tra significato e significante. Charles Sanders Peirce, uno dei fautori dello sviluppo della semiotica (la scienza o più semplicemente lo studio dei segni) distingue tre tipi di segni: icona, indice e simbolo.

L’icona è un segno che assomiglia al significato, è caratterizzata quindi da un rapporto di somiglianza tra il segno e la realtà esterna. Per esempio una pressa

può significare “stampa” o “giornali”, una sedia può      rappresentare “presidente” o “governo”.

L’indice è un segno caratterizzato da un rapporto di continuità con la realtà esterna, è quindi in qualche modo connesso al significato. Ad esempio il “fumo” significa “fuoco” o il simbolo della ciminiera fumante      può indicare “fabbrica” “industria”.

Il simbolo è un segno che non assomiglia al significato ma che è arbitrario o puramente convenzionale. Ad esempio il simbolo della bilancia    che simboleggia la giustizia.

Questi tre tipi di segni possono sovrapporsi, nel senso che un segno può essere sia icona che simbolo e/o indice. [1]

Se ci si pensa, la maggior parte della comunicazione avviene senza aprir bocca, la cosiddetta comunicazione non verbale di cui ho parlato a inizio capitolo. Il nostro mondo, sia presente che passato, è carico di oggetti, simboli e segni che rappresentano per noi significati ormai radicati nella nostra mente.

Molti sono i simboli convenzionali usati nell’interpretazione consecutiva.

 

Ci sono segni standardizzati che vengono utilizzati dalla maggior parte degli interpreti, come abbiamo visto prima con il simbolo della bilancia per la giustizia.

 

Bisogna sottolineare, però, che l’interpretazione consecutiva non si apprende accumulando sistematicamente un variegato arsenale di segni, simboli, ideogrammi, abbreviazioni o contrazioni. L’essenza più autentica di quest’arte risiede altrove, ossia, il che è del resto vero per l’interpretazione in generale, in uno spazio mentale, nell’ascolto-comprensione del discorso originale, nell’approvazione ottimale di quest’ultimo sul piano cognitivo e linguistico e nella sua restituzione quanto più possibile completa, corretta e adeguata in lingua di arrivo.[2]

 

Ho voluto dedicare l’ultimo paragrafo della mia tesi ad analizzare questo particolare settore del lavoro dell’interprete proprio perché io stessa sono una studentessa di questa specifica materia, nonché un’appassionata della professione di interprete che giudico estremamente affascinante, anche se molto impegnativa e faticosa.

La comunicazione è uno degli aspetti fondamentali che contraddistingue l’essere umano da qualsiasi altro essere vivente su questo pianeta, e, a parer mio, rendere possibile la comunicazione tra individui differenti tra loro per motivi linguistici o culturali è un qualcosa di semplicemente straordinario.

 

 

 

 


[1] Claudia Monacelli, Messaggi in codice: analisi del discorso e strategie per prendere appunti, Manuali FrancoAngeli

[2] Cateria Falbo, Mariachiara Russo, Francesco Straniero Sergio, Interpretazione simultanea e consecutiva: problemi teorici e metodologie didattiche, Hoepli Editore

IL DISCO SOLARE

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Il simbolismo legato alla figura del sole (conosciuto anche come “culto del sole”) è antichissimo, e nasce probabilmente durante il periodo della preistoria. Il disco solare in particolare è un simbolo arcaico, usato in riverenza e venerazione da numerose antiche popolazioni in tutto il mondo, in particolare da quella egiziana.

gulf

La trasposizione di questo simbolo è abbastanza ovvia: il sole è una fonte di calore e di luce, entrambi necessari alla vita e alla prosperità. Come risultato di questa straordinaria forza vitale, le divinità solari, come Ra in Egitto,  vennero spesso raffigurate come figure potenti e forti, quasi supreme.

Il sole è raffigurato come un cerchio, figura che da sempre è simbolo di eternità non avendo né un inizio né una fine.

Nell’antica simbologia egizia, il sole veniva ritratto come il simbolo di “Aten”, le ali rappresentano l’ascensione, o l’elevazione spirituale dell’anima. I serpenti gemelli perfettamente simmetrici stanno simboleggiano la dualità in perfetto equilibrio, necessaria per raggiungere l’ascensione spirituale.

ATEN

Nella religione degli antichi egizi la figura del disco solare divenne un simbolo principale del dio Ra, il dio del sole. Esso venne inciso sulle porte di molte tombe e templi egizi e apparve su molti papiri.

torre_gulfLa torre situata nel centro della città di Pittsburgh, Pennsylvania, ha la forma di una piramide egizia e fu la sede della Gulf, una delle principali compagnie petrolifere del mondo, che scelse come simbolo il sole egiziano.

Come si è visto, il simbolismo nel logo della Gulf è lampante, per coloro i quali fossero ancora diffidenti o dubbiosi basta guardare la torre. La parte superiore è una “piramide a gradoni”, una geometria usata per i templi egizi.

Le caratteristiche della figura del sole rappresentano un concetto estremamente positivo che rimase scolpito nella coscienza collettiva dell’uomo.

Numerosi artisti,compositori e poeti hanno utilizzato il fascino ed il calore del sole per comporre le loro opere. Il pittore olandese Vincent Van Gogh dipinse paesaggi che comunicavano la sua felicità con un sole splendente. La poetessa statunitense Emily Dickinson compose dei versi in cui descrisse il sorgere e il tramontare del sole, l’opera era intitolata “The Sun”. Il compositore russo Nicholas Rimskij-Korsakov incluse una bellissima canzone “Inno al Sole”, nella sua opera Il Gallo d’Oro.

Consapevole di tutto ciò, la Gulf Oil utilizzò il simbolo del sole nel suo logo, proprio perché l’uomo è attratto dal suo potere da millenni.

LO SCUDO

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Lo scudo è da sempre considerato un arma di difesa personale, destinata ad arrestare un attacco, a bloccare proiettili e frecce o smorzare un colpo. Gli scudi vennero usati già dagli uomini primitivi, entrando anch’essi a far parte dell’inconscio collettivo. Le forme degli scudi sono mutati con il passare del tempo e a seconda del luogo, la forma dello scudo può essere quadrata, circolare, ondulata. Spesso gli scudi venivano colorati o decorati con immagini di animali che si svilupparono poi negli emblemi araldici.

CHEVRON

Come icona simbolica, lo scudo è un simbolo positivo, che ha come caratteristiche la protezione spirituale e la forza d’animo.

 

“Il significato simbolico dello scudo equivale ad una semplice trasposizione della sua funzione difensiva al piano spirituale.”[1]

 

Un tipo di scudo è il sigillo, simbolo che, di fatto, somiglia al logo della Chevron visto sopra. Il sigillo è un particolare tipo di scudo perché è unico per ogni famiglia, molte di esse lo tramandarono per diverse generazioni, incidendo lo stemma familiare su di esso. Possiede quindi caratteristiche distintive in aggiunta al suo uso puramente difensivo .

Lo scudo ormai non viene utilizzato quasi più ai giorni nostri, ma per migliaia di anni rappresentò difesa e protezione per gli esseri umani di tutto il mondo. Per questo ha un significato molto importante nel nostro inconscio collettivo.


[1] Juan Eduardo Cirlot, A Dictionary of Symbols

LA TORCIA

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La torcia è, per gli standard moderni, una tecnologia piuttosto antiquata, essendo stata soppiantata dall’energia elettrica più di un secolo fa. Per i nostri antenati, tuttavia, la torcia rappresentò la luce e la vita per migliaia di anni, simbolicamente, raffigurava l’immortalità e l’illuminazione eterna. È sempre stato considerato un simbolo molto positivo nell’inconscio collettivo.

AMOCO

Una tra le immagine più note è la torcia olimpica. La torcia olimpica è la fiaccola di Prometeo, colui che donò il fuoco agli uomini.

Prometeo fu colui che rubò il fuoco a Zeus e ne fece dono a tutti i mortali. Zeus lo punì severamente per il crimine commesso.

Secondo il mito Prometeo fu sottoposto ad un’atroce condanna: legato  ad una roccia solitaria, ogni giorno un’aquila gigantesca gli divora il fegato, il quale ricresce di notte per essere mangiato di nuovo il giorno successivo.

La Statua della Libertà è un altro simbolo imponente, la donna rappresentata nella statua tiene in mano una torcia enorme. Quando è posta sopra la testa, una torcia simboleggia la vita e la forza rigenerante della fiamma. Molte università e college, nei loro emblemi, utilizzano questo simbolo. Si pensi che in Inghilterra nella prima metà del XX secolo, venne utilizzata una torcia come cartello stradale per indicare una scuola, che è un luogo di illuminazione della mente e dello spirito.

Per gli antichi Greci il fuoco era un qualcosa di sacro, utilizzavano torce nei loro rituali notturni e nei maggiori eventi sportivi, che avevano un connotato quasi religioso (le olimpiadi).

La fiaccola è dunque un simbolo positivo, raffigura la vita e l’illuminazione della nostra anima, un significato molto profondo che è stato sfruttato dalle corporazioni nel tentativo di influenzare i consumatori.

La torcia è, per gli standard moderni, una tecnologia piuttosto antiquata, essendo stata soppiantata dall’energia elettrica più di un secolo fa. Per i nostri antenati, tuttavia, la torcia rappresentò la luce e la vita per migliaia di anni, simbolicamente, raffigurava l’immortalità e l’illuminazione eterna. È sempre stato considerato un simbolo molto positivo nell’inconscio collettivo.

Una tra le immagine più note è la torcia olimpica. La torcia olimpica è la fiaccola di Prometeo, colui che donò il fuoco agli uomini.

prometeoPrometeo fu colui che rubò il fuoco a Zeus e ne fece dono a tutti i mortali. Zeus lo punì severamente per il crimine commesso.

Secondo il mito Prometeo fu sottoposto ad un’atroce condanna: legato  ad una roccia solitaria, ogni giorno un’aquila gigantesca gli divora il fegato, il quale ricresce di notte per essere mangiato di nuovo il giorno successivo.

La Statua della Libertà è un altro simbolo imponente, la donna rappresentata nella statua tiene in mano una torcia enorme. Quando è posta sopra la testa, una torcia simboleggia la vita e la forza rigenerante della fiamma. Molte università e college, nei loro emblemi, utilizzano questo simbolo. Si pensi che in Inghilterra nella prima metà del XX secolo, venne utilizzata una torcia come cartello stradale per indicare una scuola, che è un luogo di illuminazione della mente e dello spirito.

Per gli antichi Greci il fuoco era un qualcosa di sacro, utilizzavano torce nei loro rituali notturni e nei maggiori eventi sportivi, che avevano un connotato quasi religioso (le olimpiadi).

La fiaccola è dunque un simbolo positivo, raffigura la vita e l’illuminazione della nostra anima, un significato molto profondo che è stato sfruttato dalle corporazioni nel tentativo di influenzare i consumatori.

IL DIAMANTE PERFETTO

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Il simbolo del rombo appare in ogni epoca, cultura, religione, setta esoterica e tradizione spirituale. I diamanti vennero apprezzati come gemme fin da tempi antichissimi. Diamante deriva dalla parola greca “adamas” che significa  “autentico”, “immutabile”, “indistruttibile” o “indomabile”. Un diamante è per sempre, ci ha insegnato la pubblicità della De Beers.

SUNOCO

Il diamante rappresenta un qualcosa che dura per sempre, simboleggia l’eternità, l’apoteosi che culmina nell’acquisire capacità fisiche e spirituali superiori a tutti gli altri esseri umani.

Tutti gli uomini, quindi, possiedono l’abilità con la quale è possibile trasformarsi in un essere eterno. Può essere tracciato un parallelo citando la metamorfosi del bruco in farfalla:

 

“E‘ possibile che il corpo umano si comporti come un bozzolo per una forma più alta, più complessa più longeva e potenzialmente immortale?”

     Dr E. Mitchell Gibson

Questo confronto era già noto ai nostri antenati: il simbolo del rombo a forma di farfalla è comune nei popoli indigeni nativi del Nord America, Canada e Messico. Molte delle nazioni indiane identificavano la farfalla con “l’immortalità“.

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Il simbolo della farfalla per i nativi americani, nella forma di un rombo/diamante.

Il simbolo del diamante/farfalla comunica un senso di rinascita, rivitalizzazione e metamorfosi, comprendendo tutti questi ideali e profondi significati in un unico simbolo struggente.

Chiaramente, il simbolo del diamante/rombo affianca l’uomo da innumerevoli secoli ed occupa quindi un posto nel nostro “inconscio collettivo”. La sua presenza nel logo della Sunoco è, dunque, tutt’altro che una coincidenza.

LA CONCHIGLIA

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Le conchiglie sono oggetti amati quasi da tutti, sparse sulle spiagge, come gioielli di mare che da sempre bambini e adulti raccolgono. Pochi sanno, tuttavia, che per gran parte della storia, le conchiglie ebbero un ruolo fondamentale per l’uomo, vennero utilizzate in tutti i campi, dai soldi all’arte. Gli uomini primitivi dell’età della pietra utilizzavano le conchiglie per decorare i loro gioielli, case e barche. In molti paesi tropicali, le tribù utilizzavano le conchiglie come moneta di scambio. Gli Inca seppellivano delle conchiglie con i loro morti. Nel corso della storia, architetti e artisti incorporarono nelle loro opere svariati simbolismi tra cui appunto la conchiglia. Tra le rovine a Pompei, vennero trovate conchiglie usate per decorare le statue delle divinità.

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Il risultato di queste antiche usanze fu che le conchiglie vennero assorbite nel nostro inconscio collettivo come simbolo positivo.

Nei miti greci e romani le conchiglie erano un simbolo di prosperità, di rinascita e, se associate al mare, indicavano la fonte della fertilità. Tutti proveniamo dal mare, la conchiglia divenne così simbolo del grembo materno e della nascita della dea Venere o Afrodite.

Per questo motivo, la conchiglia rappresentò la divinità femminile nel culto pagano, e venne associata all’amore, alla nascita, alla riproduzione.

Nella mitologia romana si dice che, Venere, la dea dell’amore e della fertilità, venne creata dalla schiuma portata a riva sulla cima di una conchiglia. Molti dipinti rappresentanti la Venere raffigurano quindi una conchiglia per identificarla. Un esempio classico è “La Nascita di Venere” del Botticelli.

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L’antico popolo di Pompei, adornava le figure sacre con delle conchiglie.

 

La conchiglia è legata al famoso Cammino di San Giacomo (anche conosciuto come “Il cammino di Santiago”), uno dei pellegrinaggi cristiani più importanti in epoca medievale, insieme a Roma e Gerusalemme.

“La conchiglia è il simbolo tradizionale di Giacomo, figlio di Zebedeo, ed è popolare tra i pellegrini lungo il Cammino di San Giacomo verso il santuario dell’apostolo, a Santiago de Compostela in Spagna. I cristiani medievali che intraprendevano il pellegrinaggio al suo santuario indossavano spesso il simbolo della conchiglia nei cappelli o nei vestiti .. “

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Conchiglie, simbolo del pellegrinaggio alla Cattedrale di Santiago de Compostela in Galizia, Spagna nordoccidentale.

Pochi sanno che il Cammino di San Giacomo venne costruito sulle rovine di un percorso sacro, molto più antico. Il pellegrinaggio serviva per favorire la fertilità e veniva percorso dalle giovani coppie che desideravano avere un figlio. Fedele al suo antico significato, si narra che i pellegrini portassero con se una conchiglia. I cristiani continuarono questa tradizione in parte, ma dedicarono il percorso a San Giacomo.

Il simbolo pagano della conchiglia è dunque incastonato nell’inconscio collettivo. Ha sempre avuto delle connotazioni positive, proprio come il prossimo simbolo che andremo ad analizzare, il diamante/rombo.