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I PRIMI SEGNI

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Agli inizi, il messaggio delle incisioni nelle caverne era comprensibile a tutti. I graffiti, o pittogrammi, potevano essere decifrati da qualsiasi individuo. Questa scrittura nascente si limitava a descrivere, o meglio, rappresentare un evento. I pittogrammi erano in grado di trasmettere solo concetti elementari come l’uccisione di una preda, quanti cacciatori avevano partecipato alla spedizione o quali animali erano stati catturati. Ma non si poteva dedurre quanto tempo avevano atteso i cacciatori prima dell’agguato o a quale distanza si trovava la caverna dal territorio di caccia.

Le immagini della scrittura pittografica, che potevano essere comprese da chiunque, preannunciano lo sviluppo del linguaggio. La differenza tra le lingue e le rappresentazioni grafiche è che quest’ultime sono basate su un “linguaggio” universale, ossia un’immagine di un animale era comprensibile a tutti, mentre le lingue orali no. La capacità di produrre parole per comunicare si sviluppò dalla capacità di trasformare le immagini, e quindi i simboli, in parole.

Si passa gradualmente dalla descrizione di oggetti alla comunicazione di concetti cognitivi, siamo alle origini della successiva divulgazione di idee attraverso suoni: l’alfabeto. Dai pittogrammi dell’era glaciale si sviluppò la scrittura ideografica, che nacque in Cina intorno al 2500 a.C.

L’ideogramma è un disegno molto stilizzato, corrispondente ad una parola, ma per poter rendere tutti gli elementi di una lingua occorrono numerosi segni, tanti quante sono le parole esistenti. Si intuisce subito che questo è sistema molto complesso da utilizzare e difficile da apprendere.

Il manifestarsi della necessità di una scrittura giunge quasi contemporaneamente dall’Oriente dal momento che molti dei documenti più antichi sono stati scritti dai Sumeri, Egizi e Accadi. « Le prime testimonianze scritte risalenti alla fine del IV millennio sono una forma mista di ideogrammi ed elementi fonetici e comprovano già una forma superiore della scrittura che deve essere stata preceduta da una scrittura puramente ideografica ».[1]

I pittogrammi sono stati indubbiamente all’origine di tutte le scritture. L’analisi dei vari percorsi che hanno condotto una lingua verso una sua rappresentazione grafica ci ha consentito di individuare due categorie principali: scritture figurative e scritture alfabetiche. La prima tipologia include tutte quelle scritture che non hanno subito variazioni significative nel tempo, ma che anzi hanno conservato gli antichi pittogrammi, anche se stilizzati, nel corso dei secoli. Una prova ne è la scrittura cinese. Nella seconda categoria, invece, troviamo tutte quelle scritture i cui segni si sono modificati fino ad arrivare a segni unicamente fonetici, le cui linee si sono sempre più trasformate e modificate nel tempo fino ad arrivare all’alfabeto latino.


[1] Károly Földes-Papp, Dai graffiti all’alfabeto: la storia della scrittura, Jaca Book, 1985

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