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LA CROCE

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La croce come strumento di supplizio era un’atrocità del mondo romano. In memoria di Cristo, Costantino soppresse questo tipo di esecuzione in favore delle condanne alla pena capitale. È per questo motivo che le prime rappresentazioni della crocifissione di Gesù non appaiono prima del V secolo e, in principio, timidamente.

È solo a partire dal VI secolo che esse si moltiplicano. Poiché la morte di Cristo sulla croce costituiva un elemento essenziale della loro fede, i primi cristiani non potevano non parlarne. Molto presto i cristiani trovarono un segno simbolico per designare nel contempo la croce e Cristo. Ripresero il segno che corrisponde all’ultima lettera dell’alfabeto ebraico.

Questo segno aveva la forma di un + o di una x. Tracciandolo sulla fronte ci si faceva il segno della croce. È dunque questo segno che il battezzatore tracciava sulla fronte del catecumeno: proprio in tal modo si indicava che costui entrava a far parte del popolo di Dio.

Il segno +, che ricorda una croce, è detto “croce greca”. Quando questo segno è circondato da un cerchio evoca la croce gloriosa e dunque la resurrezione. Questo simbolo di Cristo è specialmente presente in Oriente. Nel mondo latino prevale piuttosto la forma a “croce latina”.

 

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I cristiani egiziani utilizzarono, a partire dal IV secolo, l’ankh, il geroglifico che significava “vita” e che era visibile ovunque, nelle iscrizioni e nelle raffigurazioni dei templi.

Ankh

 

Essi ne fecero il simbolo della croce di Cristo che, trionfante sulla morte, procura la vita eterna ai battezzati. Per la forma che la caratterizza questa croce è detta “ansata” o anche “chiave di vita” per il suo significato e il disegno a forma di chiave.

 

È un simbolo del centro, dell’accordo tra attività e passività, dell’uomo perfetto.

Esistono molte specie di croci, dalle forme ben distinte e che spesso hanno solo un rapporto discutibile o ingannatore con l’emblema cristiano.

Inizialmente potrebbe sembrare che, dal momento in cui il cristianesimo fu praticato liberamente, la rappresentazione delle scene del Calvario dovesse divenire frequente, poiché si trattava di uno dei momenti culminanti della storia di Cristo.

Invece no, perché l’orrore del supplizio della croce era nella memoria di tutti. In numerose occasioni i generali romani non avevano temuto di mettere a morte con questo supplizio centinaia di uomini, e si comprende come questa forma di esecuzione abbia conservato molto a lungo la sua reputazione di infamia.

Bisognò innanzitutto abolire questo supplizio, perché non si poteva riservare questa morte ai traditori e ai peggiori criminali, e, nel contempo, utilizzare questo simbolo su scudi e stendardi.

Ci si era abituati per tanto tempo ad avere soltanto disprezzo verso i crocifissi, che non si poteva da un giorno all’altro avere stima per loro. Ci vollero da tre a quattro generazioni per mutare questo stato d’animo. Si passò quindi dal totale disprezzo all’adorazione più devota: spesso nella storia si passò così da un estremo all’altro.

Si iniziò a mostrare la croce dappertutto: sulla soglia delle abitazioni private e dei templi, sulla sommità delle basiliche, al collo dei fedeli, sulle monete. La si usò per decorare diademi e scettri imperiali.

L’uso liturgico della croce divenne sempre più frequente. Tuttavia bisogna constatare che, nonostante questo sfoggio straordinario della croce come segno di una verità religiosa, l’aspetto storico della crocifissione è stato trascurato per molto tempo.

Solo dopo il Concilio di Caledonia nel 451 si passò dall’immagine rappresentativa del crocifisso al “Crocifisso” stesso, considerandolo una riproduzione della morte di Gesù.

La devozione verso questo simbolo ebbe una tale estensione nell’adorazione popolare che questo oggetto di culto è divenuto il simbolo della Chiesa cattolica.

La croce ha subito nel tempo numerose modifiche e la si può trovare in svariate forme ognuna delle quali ha assunto un significato diverso: la croce ansata, che come si è visto prima era quella usata dagli Egizi.

La croce di Malta, insegna del primo ordine religioso e militare generato dalle Crociate.

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La croce di Sant’Andrea, che fa riferimento proprio alla croce dove venne fatto morire il santo.

La croce uncinata o gammata o meglio conosciuta come “svastica” che stava a simboleggiare la riunione di due elementi.

Svastica

La croce è sempre il simbolo della fede nel messaggio redentore di Cristo crocifisso, ma è anche il simbolo della rassegnazione perché ricorda l’obbedienza di Gesù fino alla morte. Infine, è il simbolo dell’onore, perché tutto il popolo cristiano rende omaggio a colui che è morto sul Calvario. È proprio per onorare un cittadino che lo Stato gli dà una croce, sia essa d’onore, di merito o di guerra.

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