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IL DISCO SOLARE

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Il simbolismo legato alla figura del sole (conosciuto anche come “culto del sole”) è antichissimo, e nasce probabilmente durante il periodo della preistoria. Il disco solare in particolare è un simbolo arcaico, usato in riverenza e venerazione da numerose antiche popolazioni in tutto il mondo, in particolare da quella egiziana.

gulf

La trasposizione di questo simbolo è abbastanza ovvia: il sole è una fonte di calore e di luce, entrambi necessari alla vita e alla prosperità. Come risultato di questa straordinaria forza vitale, le divinità solari, come Ra in Egitto,  vennero spesso raffigurate come figure potenti e forti, quasi supreme.

Il sole è raffigurato come un cerchio, figura che da sempre è simbolo di eternità non avendo né un inizio né una fine.

Nell’antica simbologia egizia, il sole veniva ritratto come il simbolo di “Aten”, le ali rappresentano l’ascensione, o l’elevazione spirituale dell’anima. I serpenti gemelli perfettamente simmetrici stanno simboleggiano la dualità in perfetto equilibrio, necessaria per raggiungere l’ascensione spirituale.

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Nella religione degli antichi egizi la figura del disco solare divenne un simbolo principale del dio Ra, il dio del sole. Esso venne inciso sulle porte di molte tombe e templi egizi e apparve su molti papiri.

torre_gulfLa torre situata nel centro della città di Pittsburgh, Pennsylvania, ha la forma di una piramide egizia e fu la sede della Gulf, una delle principali compagnie petrolifere del mondo, che scelse come simbolo il sole egiziano.

Come si è visto, il simbolismo nel logo della Gulf è lampante, per coloro i quali fossero ancora diffidenti o dubbiosi basta guardare la torre. La parte superiore è una “piramide a gradoni”, una geometria usata per i templi egizi.

Le caratteristiche della figura del sole rappresentano un concetto estremamente positivo che rimase scolpito nella coscienza collettiva dell’uomo.

Numerosi artisti,compositori e poeti hanno utilizzato il fascino ed il calore del sole per comporre le loro opere. Il pittore olandese Vincent Van Gogh dipinse paesaggi che comunicavano la sua felicità con un sole splendente. La poetessa statunitense Emily Dickinson compose dei versi in cui descrisse il sorgere e il tramontare del sole, l’opera era intitolata “The Sun”. Il compositore russo Nicholas Rimskij-Korsakov incluse una bellissima canzone “Inno al Sole”, nella sua opera Il Gallo d’Oro.

Consapevole di tutto ciò, la Gulf Oil utilizzò il simbolo del sole nel suo logo, proprio perché l’uomo è attratto dal suo potere da millenni.

IL MISTERO DEL SANTO GRAAL

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Uno dei miti più affascinanti e longevi di tutta la cultura dal Medioevo in poi è senza dubbio quello del Santo Graal. Innanzitutto resta il mistero della sua natura: è una reliquia? È un calice o una coppa? È una pietra o uno smeraldo? Un libro? Un piatto d’argento? È importante in quanto contenitore o per il suo contenuto? Il piatto e la coppa contengono entrambi del sangue, può essere questo l’elemento più importante, in quanto il sangue è simbolicamente portatore dello spirito?[1].

Il Graal è un simbolo poliedrico che racchiude in sé svariati significati. È considerato un tramite per la divinità e rappresenta la molteplicità della potenza di Dio. Rappresenta la guarigione, la nascita e la rigenerazione.

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“Sir Galahad alla cerca del Graal” di Arthur Hughes (1832-1915)

Nel corso dei secoli quest’oggetto ha assunto svariate forme, calice, pietra, vassoio, ma le sue proprietà di rigenerazione sono sempre rimaste immutate nel tempo. La forma più comune con cui è conosciuto oggi il Graal è quello di un calice o in genere una coppa.

Se prendiamo in analisi gli antichi geroglifici egizi scopriamo che il geroglifico che rappresenta la donna è raffigurato con un pozzo d’acqua. La donna, che è simbolo di sorgente di vita, è legata all’acqua, fonte di vita per eccellenza, ma anche al liquido amniotico: il pozzo d’acqua inteso come grembo materno.

Nell’antico Egitto l’acqua assumeva un significato molto importante. I raccolti erano inevitabilmente legati alla regolarità delle piene del Nilo. Tutto dipendeva dall’acqua. Proprio per questo motivo tutte le grandi civiltà della storia si sono sviluppate intorno a corsi d’acqua: il Nilo, il Tevere, il Tigre e l’Eufrate, l’Indo.

Il Graal è, in qualche modo, collegato a questi antichi miti. Probabilmente non esiste alcuna connessione diretta, ma questi simboli sono universali e portano con sé memoria degli antichi significati. Una delle proprietà del simbolo è quella di rappresentare significati universali a tutti gli uomini e di passare incolume attraverso le generazioni umane assumendo nuovi significati ma conservando gli antichi.

Il significato simbolico del Graal associato all’origine della vita è, senza dubbio,  connesso alla donna e alla sua facoltà di generare la vita. Il Graal contiene questa simbologia femminile, perché è esso stesso che offre la vita. In alcune leggende il Graal è legato alla Lancia sanguinante, simbolo maschile per eccellenza. Il Calice simboleggia la donna, la lancia l’uomo, insieme generano la vita e raffigurano l’atto creatore di Dio. Quale migliore rappresentazione della potenza divina della generazione di una vita dall’unione di un uomo e di una donna.

Il Graal dunque racchiude in sé il principio maschile e femminile. Nella tradizione cristiana c’è un collegamento fra la donna e un “contenitore” nella Litania Lauretana, la Vergine Maria viene descritta come: “Vas sprirituale, vas onorabile, vas insigne devotionis”, ovvero “vaso spirituale, vaso dell’onore, vaso pregiato di devozione”. La Vergine Maria è descritta come un contenitore, il “contenitore” per antonomasia perché ha custodito il Figlio di Dio.


[1] Monika Hauf, La Via del Sacro Graal, Arkeios Edizioni, pag. 9